New Orleans

Sono partita per New Orleans a marzo 2012. Ero riuscita ad ottenere un visto J1 per lavorare in un hotel per un anno. Senza sapere bene cosa aspettarmi, una volta arrivata questa città mi ha accolto e, chissà come, mi ha lasciato un segno indelebile. Se volete sapere perché, date un’occhiata a questo post. Qui invece, troverete alcune foto di quell’anno oltreoceano.

Il luogo

New Orleans

New Orleans, Louisiana

New Orleans si trova in Louisiana, nel Sud degli Stati Uniti. Nella storia è stata reclamata da francesi, inglesi, americani e creoli, quanto porto di fondamentale importanza per l’accesso al Golfo del Messico anche grazie al Mississippi. La città è sorta su quello che oggi è il French Quarter, per poi espandersi al di là di Canal Street dove gli americani iniziarono a costruire le case coloniche nel cosiddetto Garden District, fino alle piantagioni, bonificando tutte le terre paludose attorno grazie ad un sistema di dighe e di drenaggio dell’acqua che è stato messo alla prova costantemente dagli uragani.

Il paesaggio è essenzialmente piatto, dominato dal lago Portchartrain e City Park a Nord, il corso del Mississippi a Sud, i grattacieli del Central Business District  e le case centenarie di massimo due piani, distribuite con ordine geometrico nel reticolato delle strade tracciate a tavolino –il che rende facilissimo orientarsi e dare indicazioni-.

Il clima

New Orleans ha un clima sub-tropicale umido. Tradotto in parole semplici: orribile.

In un anno ho avuto modo di vedere ogni singolo cambio di temperatura e stagione e posso garantirvi che esistono solo due stagioni: l’inverno temperato e l’estate torrida.

A marzo, quando sono arrivata, l’inverno era ormai già finito e si poteva uscire con una giacca leggera. Il vento era costante e pioveva ogni tanto. In due settimane siamo passati a 20 gradi. In altre due settimane a 30 gradi. Umidità al 100%. Preparatevi quindi a convivere con umidità e 40° -50° percepiti, visto che poi non soffia vento-, fino a fine ottobre. In agosto, come se tutto questo già non bastasse, iniziano le piogge. Non semplici piogge. Parliamo di acquazzoni. E visto che la città si trova sotto il livello del mare, le pompe di drenaggio dell’acqua tardano un po’ e le strade si trasformano letteralmente in fiumi. In pochi minuti cade talmente tanta acqua che il traffico si ferma, le macchine rischiano di essere portate via dai torrenti, e gli stivali al ginocchio non bastano per proteggersi.

Anche chi non conosce New Orleans, avrà sentito sicuramente parlare di Katrina. Dal 1 di giugno a metà novembre, in ogni mezzo di trasporto pubblico si verrà accolti dall’allarmante cartello giallo e nero “Are you ready?”, che invita i cittadini ad informarsi su come prepararsi ad evacuare la città in caso di uragano. Durante la stagione degli uragani, infatti, la gente deve essere pronta ad evacuare da un momento all’altro; in casa bisogna sempre avere scorte di acqua, pile elettriche, generatore se possibile, medicinali e coperte.

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Gli effetti di Isaac

Accanto al caldo strenuante e soffocante all’esterno, in ogni bar, locale, ufficio, casa o hotel, per gli americani l’aria condizionata è un fattore di sopravvivenza. Non parliamo di un po’ di aria condizionata: temperature sopra i 18° sono inaccettabili. Questo significa che si passa da 40° a 18° gradi ogni volta che si entra in qualche edificio o locale pubblico, con le relative conseguenze in termini di salute.

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L’ironia verso Isaac

Dopo una lunga estate calda e afosa, finalmente arriva novembre e la città respira un attimo di tregua. Le piogge finiscono, arriva aria più fresca, le temperature non si abbassano sotto gli 8° di mattina e i 15° durante il giorno. Che sollievo! A questo punto in casa si accende il riscaldamento e il termostato rimane invariato sui 25°.

La gente

New Orleans, come altri Stati americani del Sud, dopo essere stata invasa dagli Europei, ha conosciuto l’importazione di schiavi neri dall’Africa per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. La popolazione, oggi, è caratterizzata da quel melting pot che un po’ si ritrova in tutti gli Stati Uniti, ma che a New Orleans è dominato dall’etnia nera. Il 60% sono Afro Americani, il 30% bianchi e il resto latini e asiatici. Immaginatevi la mia reazione quando, camminando per strada o sullo streetcar –il tram della città-, mi rendevo conto che io ero l’unica bianca. Non sono razzista, capiamoci, ma vedere così tante persone nere in un solo momento, è uno shock, almeno la prima volta. La cosa che colpisce di più è che la maggior parte della popolazione ha tra i 20 e il 30 anni: sono giovani che vanno a frequentare due tra le migliori università del Paese, attratti da una città che è “la meno americana degli Stati Uniti”. La popolazione autoctona, infatti, spesso ha deciso di lasciare la città, soprattutto dopo la tragedia di Katrina.

New Orleans è la città del divertimento, dove tutto è lecito. E questo non vale solo per i turisti: gli stessi abitanti si sono fatti prendere da questa filosofia di vita alla “hakuna matata”. Non c’è stress, non c’è fretta, si parla con gli sconosciuti ad ogni occasione, in coda alla cassa del supermercato, sull’autobus, in fila dal dottore, si aiutano volentieri i turisti, si parla dei fatti personali con tutti, si fanno amici dopo 10 minuti in un bar, mentre si beve un Hurricane e si canta al Karaoke.

Il senso della moda è un optional, nessuno giudica come sei vestito. In Bourbon Street – ma anche in altri quartieri- si può vedere di tutto: uomini in giacca e cravatta, donne nere grasse in pigiama, ragazzine mezze nude con beads –le collanine di perle di plastica, simbolo del Mardi Gras- al collo, i classici turisti inglesi con pantaloncini al ginocchio e canottiera e macchina fotografica al collo, ragazze in tacchi a spillo e vestiti da sera con orecchie da coniglietto in testa –Bachelorette party-, anziani troppo grandi per potersi muovere da soli che guidano il loro mobility scooter.

E già, un altro problema è la percentuale di obesi. Visto il cibo che si mangia, non c’è da stupirsi.

Cose da fare e da vedere

New Orleans mi ha affascinato non tanto per le cose da vedere, che dopo un paio di settimane si esauriscono, quanto per quello che offre. Ogni giorno, nei 365 giorni dell’anno, c’è qualcosa di diverso da fare, se si ha tempo e forze di scoprire –per chi lavora, due giorni liberi alla settimana non bastano!-.

Ogni mese ci sono almeno due festival, ed eventi sportivi, musicali o religiosi si alternano, attirando turisti ogni giorno: Sugar Bowl, Mardi Gras, maratone, St. Patrick’s day, i Festival -del French Quarter, della birra, del Jazz, delle ostriche, del Crawfish, dei frutti di mare, del Po’ Boy (sandwich locale), del Film, del Gumbo-… Insomma, in qualunque momento decidiate di visitare la città, ci sarà qualcosa da fare, al di là di ciò che la città offre. Questa è la pagina web del Convention Bureaux di New Orleans, il mio punto di riferimento per più di un anno: è il sito turistico dove trovate ogni informazione riguardo la città e gli eventi.

Essenzialmente, per avere un’idea di New Orleans, basterebbero 4 giorni. Il primo giorno si può trascorrere nel French Quarter, camminando per Bourbon Street, la via dell’eccesso e del divertimento, attratti da un locale all’altro, passando da strip club a pub, cercando di farsi lanciare dalla gente nei balconi qualche beads da appendere al collo come ricordo (in teoria per ottenere beads bisognerebbe mostrare qualcosa..vedete voi!). Se non si vuole essere sommersi dalla folla, si può sempre passare a Royal Street, la via dell’antiquariato, con gioiellerie e mobili antichi decorativi oppure per un’altra via parallela. Sicuramente bisogna arrivare alla piazza della St. Louis Cathedral, l’edificio più alto del Quarter, per assistere a qualche performance gratuita di artisti di strada – e credetemi, questi sono davvero bravi, soprattutto se si tratta di una brass band o jazz.

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Brass brand in piazza a St. Louis

Se avete fame, potete provare i beignet, dolce tipico che vuole ricordare i bignè francesi, ma che non ha nulla a che vedere, a Cafè du Monde come fanno tutti i turisti, o a Cafè Royal, dove consiglio io. Potete perfino fare un giro in carrozza a cavallo: passeggiando per la zona, infatti, si ha l’impressione di tornare indietro nel tempo, nella Francia dell’800, con case centenarie e balconi di ferro battuto da cui scendono piante sempreverdi, lampioni a lanterna. O almeno è quella l’idea che si vuole dare, anche se si sfocia spesso nel kitch, viste le luci al neon dei locali accese 24 ore su 24.

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Il French Quarter

Nel tardo pomeriggio ogni momento è buono per entrare in uno dei tanti bar a Frenchmen Street e imparare a ballare swing, oppure ammirare gruppi musicali affermati o meno, attirare pubblico e intrattenere fino a notte inoltrata.

Il secondo giorno potete prendere lo streetcar verde fino ad Uptown, lungo St. Charles, fermandovi nel Garden District per passeggiare tra gli alberi che dominano sui marciapiedi e riconoscere le case di qualche famoso; scendere fino a Magazine St. per un po’ di shopping non convenzionale e risalire sullo streetcar fino all’Audubon Park –se siete con dei bambini c’è sempre lo zoo-. Se invece prendere la linea rossa, arriverete a Nord a City Park, parco immenso che supera Central Park: anche lì avrete l’imbarazzo della scelta tra il New Orleans Museum of Art, il Giardino delle Sculture, gli itinerari in bici o in barca, le proiezioni di film e il parco divertimenti. All’entrata, prendere uno dei sentieri che costeggiano il laghetto sulla destra: arriverete ad una quercia dove sono state appese campane a vento di diverse dimensioni. Il risultato sonoro è ineguagliabile.

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Il Garden District

Se poi volete scoprire anche cosa c’è al di fuori della città, potete decidere di visitare una piantagione o fare un tour nelle paludi per avvistare qualche coccodrillo.

Oggi New Orleans è definita come il “Big Easy”, cioè il luogo dove tutto è facile, la vita spensierata, e come la “Crescent City”, sia per la forma di mezza luna che crea l’ansa del Mississippi, sia perché si tratta di una città in crescita e sviluppo. Un esempio: New Orleans è diventata la nuova Hollywood. La Louisiana ha voluto attrarre i produttori e le case cinematografiche grazie ad incentivi fiscali assai più convenienti rispetti agli studi californiani. Questo significa che se andate in vacanza a New Orleans è molto probabile che, mentre passeggiate per il centro, vi troverete una strada chiusa al traffico, sbarre e furgoni tra cui intravedere attori e cineprese in azione. Oppure potrete passeggiare tra i lobby degli hotel e in qualche bar di Bourbon St. e riconoscere attori famosi mentre si bevono una Hand Granade. O ancora avere la fortuna di essere scelti per girare il nuovo video dei Red Hot Chili Peppers.

Vivere a New Orleans

Aspetti positivi:
New Orleans è la città dove è nato il Jazz: se vi piace la musica –non solo il jazz-, New Orleans vi incanterà. Dal soul al gospel, dal jazz al funky, ogni bar o locale offre artisti dal vivo ogni sera, per lo più gratis.

A New Orleans non ci si annoia mai: il calendario di eventi è straricco di cose da fare, la maggior parte a zero dollari e tutte in centro –la città è facilmente percorribile da un estremo all’altro con i mezzi di trasporto-.

Se tutto questo non vi basta, potete sempre diventare membri della Società cinematografica per $20 all’anno e ricevere un film gratis ogni giovedì a Chalmette (30 minuti in bus dal centro) e un film al mese a Prytania, il cinema “economico” della città. Se vi appassiona il teatro e non vi dispiace fare volontariato una serata al mese, offrendovi come maschera potete assistere gratis agli spettacoli, concerti classici o musical che siano.

La gente è cordiale, sempre disposta a darvi una mano, e non vi mancheranno gli amici. Se poi questi abitano in uno dei tanti residence con piscina, allora potete farvi anche un tuffo gratis senza iscrivervi in palestra.

Il divertimento e il buon cibo è assicurato, con un numero illimitato di bar e ristoranti in città.

Aspetti negativi:
Se state considerando di andarci a vivere, anche solo per un po’, è giusto che vi faccia conoscere anche quelle caratteristiche di New Orleans che mi hanno convinta a prendere il primo biglietto di ritorno disponibile, dopo aver terminato il mio contratto di lavoro.

Il clima è decisamente il fattore numero uno e un po’ quello chiave. Non si tratta solo di un clima che distrugge fisicamente l’individuo: afa, umidità, cali di pressione e ondate di aria condizionata ogni volta che si entra in un edificio, per non parlare delle piogge costanti in agosto e delle alluvioni che ne conseguono. Non fraintendetemi, adesso mi trovo a Londra, e il tempo non è sicuramente dei migliori.

Il punto è che da questo clima sub tropicale ne conseguono uragani in primis. La casa che affittavo è stata inagibile per una settimana. La cosa che più temevo non era l’uragano in sé, quanto l’idea che non sapevo bene cosa aspettarmi. Certo è che chi vive lì da anni è preparato e ormai non si preoccupa più di tanto.

Scarafaggi: New Orleans ne è infestata, soprattutto nel periodo di caldo –cioè quasi tutto l’anno!-. Fumigare la casa non serve, sono ovunque, dentro e fuori, non si può lasciare la spazzatura per più di un giorno o piatti sporchi nel lavandino. L’unica soluzione è vivere dal terzo piano in poi –questa specie di cockroaches vola e può raggiungere anche i piani alti, ma a New Orleans le finestre non si aprono mai, quindi è difficile che vi entrino in casa-. Pur essendo le persone più pulite del mondo, trovarsi uno scarafaggio tra le coperte non è raro –immaginate gli urli alle 4 di notte e la ricerca disperata della spray killer, che tuttavia hanno lasciato imperturbato il sonno della mia coinquilina-, e molti hotel sono costretti a cambiare camera ai turisti per via di questi insetti.

Molte zone della città sono off limits. In quello che possiamo definire centro (French Quarter, Downtown, Garden District e Uptown), ci sono sempre angoli di strade da evitare e zone da non oltrepassare. Da una parallela all’altra, infatti, l’ambiente cambia all’improvviso e si passa dalle case coloniche con giardini enormi alle baracche dei neri –si tratta proprio delle case popolari, dove i bambini corrono scalzi e mezzi nudi, in condizioni di povertà.

Se poi usciamo dal centro, allora il paesaggio cambia ancora e addirittura guidare in quelle zone non è raccomandabile. Se mai vi venisse l’idea di fare volontariato per una delle associazioni che ricostruiscono le case distrutte da Katrina, pensateci due volte: inevitabilmente lavorerete in questi quartieri della città e bisogna essere preparati a tutto perché l’impatto emotivo è forte. Non di rado vedrete macchine della polizia fare irruzione in strada ed entrare con pistole nella casa di fronte a voi, dove gruppi di ragazzi sono occupati in attività decisamente discutibili. Certo, se vi attenete alle zone turistiche non vi succederà niente, a parte magari qualche furto di portafogli o borsa, o qualche incontro non piacevole con un ubriaco o mendicante. Per rassicurarvi, comunque, ci tengo a dirvi che in un anno non mi è successo proprio niente, nonostante abbia camminato in zone poco raccomandate, mi sia avventurata in bicicletta in aree oltre i confini turistici e vivessi in una strada con una fama non bellissima, e sia addirittura tornata a casa a piedi la notte di capodanno -mezzi di trasporto sovraffollati e taxi inagibili; sono stata fermata solo una volta davanti all’entrata di un hotel in centro, da un ragazzo nero che ha cercato di chiedermi il numero di cellulare. Si può dire proprio che sia sopravissuta a New Orleans.

Il cibo: impossibile mettersi a dieta. La qualità si paga a prezzi altissimi ed è difficile trovare carne che non sia OGM o imbottita di antibiotici o ormoni. A questo si aggiunge la cucina tipica di New Orleans: fritto, fritto e ancora fritto. Salse a volontà, spezie e super piccante. Niente acqua, solo bibite gassate.

Un ultimo avvertimento: queste sono solo le mie opinioni, basate sui fatti. Se volessi raccontarvi TUTTO sulla città, dovrei aprire un altro blog. Quindi scusatemi se ho limitato un po’ i paragrafi. Detto ciò, se dopo tutto quello che ho scritto vi è venuta voglia di visitare la città –oppure no, magari ve l’ho fatta odiare- e avete delle domande..beh, questo è il momento di farle!

Vi aspetto!

21 thoughts on “New Orleans

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  8. Ciao Alice mio fratello vive a New Orleans da ormai 6 mesi perché si è sposato con la sua ragazza americana ma ancora nessuna notizia per la Green card e di conseguenza non riesce a lavorare. La situazione sta diventando un po pesante.
    Sai darmi dei consigli?
    Grazie in anticipo!!

    • Ciao titti1988, pensavo che grazie al matrimonio con un cittadino americano non ci fossero problemi (questo era quanto suggerito da un avvocato dell’immigrazione a una mia compagna di J1). Mi sembra strano che si tratti di Green Card in questo caso (ma non sono esperta), prova a dare un’occhiata a questi visti: http://travel.state.gov/content/visas/en/immigrate/family/fiance.html
      E comunque consiglierei di sentire un immigration lawyer in loco. In bocca al lupo!

    • ciao titti, scusami se mi intrometto ma stavo leggendo questo articolo poi ho letto il tuo commento e visto che io mi sono sposata in california2 anni e mezzo fa e ho ricevuto la Green card in 4 mesi pensavo che potrei esserti di aiuto. La mia prima domanda è: dopo il matrimonio tuo fratello e sua moglie hanno compilato tutte le carte da mandare all’USCIS per la richiesta della Green card? ci sono diversi moduli da compilare (noi ci siamo affidati a un avvocato a Los Angeles che ci ha aiutati perchè purtroppo non è così facile e volevamo essere sicuri), una volta mandati i moduli tuo fratello dovrebbe essere chiamato per le impronte digitali e dopo questo tuo fratello e sua moglie dovranno ricevere un appuntamento per essere intervistati a dimostrazione che il loro è un matrimonio vero. Spero di esserti stata di aiuto almeno un po’, fammi sapere, Claudia

  9. Pingback: Lavorare a Minorca: realtà o utopia? | Minorca all'improvviso

    • Ciao Rocco, per la zona dipende molto da dove andrai a lavorare/studiare, anche se in generale, se rimani in centro, puoi muoverti in bici e streetcar/bus. La zona più bella credo rimanga il Garden District, con le case vittoriane e alberi enormi che crescono sui marciapiedi. Oppure anche Uptown and Carrollton sono perfette zone residenziali, ricche di giovani. In generale, però, anche all’interno dello stesso quartiere ogni strada può cambiare aspetto da un “block” all’altro, quindi sempre meglio andare a fare un’ispezione di giorno e di sera, prima di firmare un contratto. Per trovare casa puoi guardare: http://neworleans.craigslist.org/ e selezioni rooms/shared o sublets/temporary visto che di solito i contratti di affitto sono di 1 anno o 6 mesi.

  10. ciao io sto andando a New Orleans, la prossima settimana, parto il 7 agosto. Leggevo del clima in questo periodo, che cosa consigli di portarmi come abbigliamento? quale sono le zone che è meglio evitare perchè pericolose? oltre alla città, nei dintorni, noleggiando un auto, c’è qualcosa di interessante da visitare?
    grazie mille
    Andrea

    • Ciao Andrea! Da mettere in valigia sicuramente pantaloni corti e magliette maniche corte, infradito e scarpe da tennis. Tanti ricambi, perché magari in un giorno ti tocca cambiare più volte la maglietta (se non è per il caldo, per le piogge!). Se rimani nei quartieri turistici non c’è problema di sicurezza, ma visto che ogni strada cambia da un “block” all’altro, il consiglio è quello di guardarsi sempre intorno attentamente mentre si cammina e se si nota qualcosa di strano, tornare indietro! Da evitare: Mid City, Tremè, Ninth Ward e Central City. Non so quanto rimani, ma non consiglierei la macchina, perché New Orleans si può vedere benissimo senza (con streetcar e bicicletta) e nei dintorni non c’è tanto da vedere: magari qualche casa colonica o un’escursione nelle paludi, ma quelle le organizzano anche dalla città con transfer incluso.

  11. Ciao!! Sono una ragazza di vent’anni che vive a Torino. New Orleans è sempre stato il mio sogno( anche se la questione scarafaggi mi ha un po’ allarmata ahahah) e volevo sapere se potevi darmi qualche informazione in più e magari consigliarmi visto che finiti gli studi mi piacerebbe molto andarci ( magari anche a vivere)! te ne sarei grata =)

    • Ciao Alice e grazie per il commento!
      Che tipo di informazioni stavi cercando esattamente su New Orleans? Turistiche per visitarla, oppure burocratiche per andarci a vivere? Qui ho parlato di cosa significa vivere a New Orleans: una città difficile che mette alla prova, ma che lascia tanto. Per andarci a vivere, ti consiglio il programma che ho fatto io, trovi dettagli qui. Se hai altre domande, chiedi pure!

  12. Fa un po’ sorridere aver letto questo bel post sulle strade sconfinate del South Dakota 🙂 bellissimo post, ricco, sincero e ben fatto. Maledizione però, ero riuscita a dimenticarmi il Po’ boy…! E adesso chi me lo leva dalla testa!? : D brava brava 😀

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