Minorca

Minorca è il mio paradiso. Dove ho lasciato una parte di cuore e dove spero di poter vivere un giorno. Con i suoi pro e i suoi contro. Ci ho trascorso tre stagioni, due a Cala Galdana, l’ultima a Cala’n Bosch.

***A febbraio 2015 mi sono trasferita a Minorca e ho aperto un nuovo blog sull’isola. Se volete saperne di più, date un’occhiata qui: Minorca all’improvviso. Ho anche pubblicato un e-Book con consigli per trasferirsi sull’isola: lo trovate qui***

Il luogo

Mapa-de-las-Islas-Baleares

Dov’è Minorca

Minorca è un’isola delle Baleari, nel Mediterraneo, appartenente alla Spagna. La sua fama è minore rispetto alla vicina Maiorca, ma non per questo da sottovalutare. Anzi, credo che sia proprio il fatto che sia meno conosciuta che la renda speciale. E’ patrimonio dell’Unesco e questo aiuta a preservare l’isola, con acque così trasparenti, che non hanno nulla da invidiare ai Caraibi (se non la temperatura, ovvio). Minorca è completamente verde, ricoperta di vegetazione grazie alle piogge invernali, unica fonte di acqua dolce. Ai boschi si alternano le spiagge vergini, due cittadine ai capi estremi dell’isola, qualche villaggio di pescatori e campi destinati al pascolo.

Minorca vive di turismo: i locali vi diranno che potrebbero farne a meno, ma di certo con la calzoleria, la bigiotteria, il formaggio e il gin, solo una piccolissima percentuale di abitanti lavorerebbe. La vera fonte di lavoro sono infatti i pullman carichi di inglesi, tedeschi, italiani, e da quest’anno anche russi, che vengono raccolti ogni fine settimana all’aeroporto di Mahón e portati agli hotel nelle urbanizzazioni presso le spiagge dell’isola. Questo turismo di massa che ogni persona che lavora nel turismo detesta, è, di fatto, ciò che permette loro di vivere nel paradiso, lavorando per 6 mesi all’anno, e di guadagnare abbastanza per viaggiare in inverno.

Il clima

Avendoci trascorso solo 6 mesi all’anno, posso dirvi con certezza soltanto com’è il clima da maggio a novembre. In realtà, poi, Minorca è talmente imprevedibile, che quando vivevo lì non prestavo neanche caso alle previsioni. Ogni ora, infatti, il tempo poteva cambiare grazie alla brezza costante.

In generale, le estati sono calde, umide e ventilate. Lasciate a casa la piastra per i capelli: 5 minuti dopo essere uscite di casa e avrete bisogno di raccoglierli. I 30° diventano un’abitudine e se non soffia un po’ di vento, difficilmente non suderete. Niente pioggia da giugno a ottobre (sempre in teoria), luce dalle 7 alle 21, 25° dopo il tramonto.

Se quindi avete in mente di venire in vacanza, non preoccupatevi troppo. Il tempo sarà generalmente bello nei mesi centrali, ma se potete scegliere, partite a giugno o fine settembre: troverete meno turisti e potrete godervi le spiagge, senza dover lasciare l’hotel alle 8 di mattina per trovare un parcheggio.

L’inverno, ahimè, è piovoso, umido e freddo. A volte, raramente, nevica, ma le temperature si aggirano intorno ai 5°-10° gradi. Questo, per sentito dire da chi ci vive lì. Non ho ancora avuto il piacere (o la pazzia?) di visitare Minorca o di viverci durante l’inverno.

La gente

Prendete Minorca, toglieteci i minorchini, e vi innamorerete dell’isola.

Non voglio generalizzare, però i minorchini non sono proprio il miglior popolo con cui convivere. Semplici, rozzi, pastori, contadini, calzolai, vecchi, fannulloni, razzisti, di mentalità chiusa, catalani. Purtroppo vista la loro storia è normale che il loro carattere non sia proprio socievole. In passato, infatti, Minorca è stata sempre occupata da diversi popoli, spopolata e ripopolata con prigionieri catalani (tipo l’Australia per intenderci), e lo straniero è sempre stato visto come una minaccia. Si tratta di persone che non sono mai uscite dall’isola e l’unica speranza rimangono forse solo i giovani, che lo faranno nel caso in cui decidano di frequentare l’università fuori.

Ovunque, in banca, in posta, al supermercato, se avrete bisogno di qualcosa vi risponderanno scortesemente, come se chiedere un’informazione desse loro fastidio. Ma non prendetela personalmente, sono fatti così e lo fanno con tutti.

Vista la mancanza di divertimenti e motivi di svago durante la maggior parte dell’anno, le feste medievali di cavalli durante l’estate sono il momento che attendono da sempre. Addirittura per Saint Joan, il 23 di giugno, festa che attrae migliaia di visitatori, loro chiudono i negozi e stanno in ferie per due settimane, quando in un giorno potrebbero far più soldi di un intero mese. Durante le feste poi, si ubriacano, e passano da un bar all’altro, scaricando rifiuti per le strade, tanto che passeggiare per Ciutadella durante le feste diventa un incubo. Purtroppo i giovani si rifugiano in alcool, fumo e droghe, dal momento che sembra l’unico modo per passare il tempo.

Sant Joan

Ciutadella, durante Sant Joan

La disoccupazione è altissima, ma gli stessi minorchini hanno zero voglia di lavorare. Non ho mai conosciuto nessuno che non si lamentasse già a luglio dell’arrivo immediato di agosto, e di non vedere l’ora di ottobre, per poter chiudere di nuovo tutto e non fare più niente. Ragazzi, ma con che coraggio vi lamentate??!! Lavorate per 6 mesi all’anno, gli altri 6 mesi in vacanza pagati dallo Stato, e pretendete di farlo solo per poche ore al giorno, attaccati a casa (non sia mai che devo farmi più di 10 minuti in macchina per raggiungere il posto di lavoro!) e quando vi pare a voi? Perché poi qui, anche se si lavora nel turismo, tutti vogliono avere la domenica libera. Eh già, la domenica è sacra, per prendere la borsa frigo con la famiglia e scendere in spiaggia per il picnic, urlando e gridando fino a sera, alla faccia di chi va in spiaggia per riposare.

Cose da fare e da vedere

Partendo dal presupposto che Minorca è vivada maggio a ottobre, in inverno non c’è NIENTE da fare. Gli unici due paesi che meritano una visita, Ciutadella e Mahón, sono cittadine fantasma, perché il tempo fa rimanere la gente in casa. Non ci sono centri commerciali, c’è UN teatro e UN cinema con una sala, dove danno lo stesso film per qualche settimana, in ritardo rispetto alle date di uscita europee. Quindi, a meno che non vi piaccia pescare, raccogliere funghi e fare accampate, l’inverno è certamente da evitare.

In estate, Minorca è la meta ideale per chi vuole fare una vacanza di pace e tranquillità, a condizione di non venire ad agosto, quando nelle spiagge più piccole si fa a gara a chi si prende più sabbia.

Cala Galdana

Le giornate passano velocissime, alzandosi in tarda mattinata, prendendo la macchina per raggiungere una delle 150 spiagge vergini –difficile la scelta- , facendo il bagno in acque cristalline e un picnic nelle pinete. Oppure si può fare un’escursione in kayac, barca, bicicletta per il Camì de Cavalls. O ancora si va a fare un giro a Ciutadella, al mercato, tra le boutique di artigianato, e poi nel tardo pomeriggio ci si perde tra le vie strette ciottolate della cittadina, passando da un bar all’altro per assaggiare le mille tapas. Per poi finire in uno dei tanti locali del porto, tutti gratis, per una full immersion di musica spagnola o commerciale .

Che ne dite? Bella vacanza, no?

Vivere a Minorca

Aspetti positivi:
Minorca è un paradiso. Senza dubbio. Il luogo ideale dove crescere dei figli e stabilirsi a lungo termine. Si vive bene, non c’è stress né criminalità, c’è il mare, spiagge stupende, paesaggi vari e magnifici, tempo gradevole per 6 mesi all’anno. Il lavoro c’è ed è pagato tantissimo, e durante l’inverno il Governo paga chi non può lavorare per la stagionalità. In un’ora e mezza si può raggiungere l’Italia e ci sono voli anche per il resto d’Europa.

Aspetti negativi:
Un po’ si capiscono dai paragrafi precedenti. Comunque, per fare le somme: il lavoro è limitato a 6 mesi (se si è fortunati) e strettamente legato al turismo; il tempo durante l’inverno è insopportabile e il fatto che l’isola non offra niente da fare a parte attività legate alla natura, rende Minorca noiosissima.

La gente è molto diffidente ed è difficile fare amicizia, soprattutto se non si parla la loro lingua (il minorchino, variante del catalano).

Rimanere sull’isola per qualche mese basta a renderti più minorchino: ciò che ho notato quando sono tornata in Italia è che avevo perso il senso della moda (parliamo di quel buon gusto nel vestire, che ci distingue da altri Europei), mi ero impigrita tanto da non uscire se non a Ciutadella (10 minuti in macchina da dove abitavo), e comunque non più di una volta al mese, e avevo iniziato ad odiare i turisti, tanto che non vedevo l’ora che arrivasse ottobre per riavere le spiagge vuote che mi avevano tanto affascinato a inizio stagione.

Per concludere: Minorca o la si odia o ce ne s’innamora. Andateci in vacanza o se siete un po’ pazzi e desiderosi di scoprire nuove mete, provate a fare una stagione. Una di quelle complete, da maggio a ottobre, per conoscere davvero l’isola.

Fatemi sapere!

 

3 thoughts on “Minorca

  1. Pingback: La vacanza perfetta a Minorca | Le Avventure di Alice

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