Come fare per lavorare un anno negli USA

New Orleans Skyline

Proprio oggi mi ha contattato una mia amica di New Orleans (oddio, non proprio amica, perché la ricordo più che altro mooolto pesante, fissata con il calcio ed esageratamente incomprensibile nel modo di parlare) chiedendomi come fare per venire a lavorare a Londra.

Sinceramente, non ne ho idea; so solo che sicuramente ci vuole un visto. Allora le ho consigliato di cercare un programma simile a quello che ho fatto io, ma per i cittadini statunitensi per l’Europa. Non so se esiste.

E così ho pensato a voi. A tutti quelli che mi hanno richiesto maggiori informazioni sul mio anno negli Stati Uniti. Ecco quindi le risposte alle domande di natura pratica sulle possibilità di lavoro negli USA.

Quanti tipi di visto ci sono e come scegliere?

Dovete sapere che per andare a lavorare negli Stati Uniti le possibilità sono davvero limitate:

1) Vincete la Green Card

2) Vi sposate con un cittadino americano

3) Ottenete una sponsorship o un visto temporaneo/permanente

Ora, mettiamoci nei panni del giovane italiano/a che ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni (idealmente il pubblico di questo blog): quale opzione sceglie o gli/le conviene? Opterei per la 3.

Se volete altre informazioni sui vari tipi di visti potete dare un’occhiata alla pagina web del governo americano. Io ci ho provato per trovare eventualmente un’alternativa e rimanere negli Stati Uniti, ma aihmè unsuccessfully.

Che cos’è e come si fa ad ottenere un visto J1?

Il visto J1 fa parte degli Exchange Visitor Programs e ha l’obiettivo di favorire e agevolare lo scambio tra persone di diverse culture. Vi permette di rimanere e lavorare per un anno negli Stati Uniti a queste condizioni:

  • il visto è strettamente legato al datore di lavoro: non potete cambiare il datore senza perdere il visto e non potete legalmente fare un altro lavoro
  • potete restare in territorio americano fino ad un mese dopo la fine del contratto di lavoro
  • vi impegnate a lasciare gli Stati Uniti alla fine del programma e a ritornare nel vostro Paese per almeno 2 anni (*per i cittadini italiani, non c’è l’obbligo di residenza dei 2 anni, ma dovete sempre lasciare gli Stati Uniti), prima di fare domanda per un altro visto

Le parti in questione sono tre: il candidato, il datore di lavoro e lo sponsor/agenzia.

Il candidato deve trovare uno sponsor tra quelli riconosciuti dal governo, e questo provvederà poi a trovare il datore di lavoro. Il modo più semplice è quello di sfogliare questa lista e contattare lo sponsor che vi sembra faccia al caso vostro (secondo il tipo di programma –che in questo caso è intern/trainee- e il settore –nel mio caso hospitality). Molto spesso gli sponsor collaborano con associazioni/agenzie in Europa, alcune anche in Italia.

In quanto alla mia esperienza personale, inizialmente avevo contattato Mondo Insieme, che collaborava allora con la ASSE International, ma non avendo avuto nessuna posizione offerta nel giro di un anno, sono passata a HRC, con cui mi sono trovata molto meglio.

Quali sono i requisiti?

Per poter partecipare al programma bisogna:

  • avere una conoscenza dell’inglese buona. Non parliamo dell’inglese da sopravvivenza. Parliamo di saper comunicare, comprendere e scrivere correttamente e in modo fluido l’inglese, in modo da sostenere egregiamente un colloquio di lavoro.
  • avere una laurea nel settore per cui ci si candida da non più di un anno (per l’intern) oppure avere una laurea e un anno di esperienza lavorativa nel proprio settore (per il trainee)
  • se non avete una laurea, dovete avere almeno 5 anni di esperienza lavorativa nel vostro settore.

Ovviamente, dovete avere la fedina penale pulita e non avere intenzione di:

–       trasportare materiale esplosivo sull’aereo

–       immischiarvi nel traffico di bambini e persone

–       compiere un attacco terroristico

–       eccetera, eccetera

..vi fanno compilare davvero il foglio quando richiederete il visto e prima di atterrare..

Quanto costa?

Vi dirò quanto mi è venuto a costare tutto il programma; tuttavia questo dipende molto dallo sponsor che sceglierete. Queste sono le tariffe di HRC (aggiornate al 2012):

Il costo del visto J1, da pagare solo una volta che avete fatto il colloquio con il datore di lavoro e la vostra application è stata confermata: €928,44

Il costo del programma, che comprende l’assicurazione sanitaria (fondamentale negli USA): totale €2340, che potete decidere di pagare anche in 12 rate da €195

Richiesta di appuntamento presso l’ambasciata: €7,93

Tassa consolare: €112

Spedizione con corriere del passaporto con il visto: €33

Costo totale del programma: poco più di €3400

-volo a/r, vitto e alloggio NON inclusi-

Facendo un calcolo approssimativo, considerando che una volta negli States il vostro stipendio sarà lo stesso che quello di un americano nella stessa posizione, potrete ripagarvi le spese dopo 6 mesi.

Qual è il procedimento da seguire?

1. Per prima cosa mettete da parte i soldi per il programma. Aggiungete almeno $1000 per le prime settimane negli USA, in attesa del primo stipendio (di solito ogni 2 settimane)

2. Contattate uno sponsor e la relativa agenzia

3. L’agenzia vi intervisterà e vi presenterà il procedimento, nonché vi spiegherà le fee da pagare

4. In base alle vostre preferenze (nel mio caso categoria di hotel, catena alberghiera, città), vi verranno elencati possibili datori di lavoro. L’agenzia manderà il vostro curriculum a quello da voi scelto e se idonei verrete contattati per un intervista via Skype.

5. Passato il colloquio e accettata l’offerta di lavoro da parte vostra, dovrete fare il primo pagamento, la tassa del visto e la prima rata del programma.

6. Lo sponsor riceve il pagamento e vi manda via corriere tutti i documenti di cui avete bisogno per prendere appuntamento all’ambasciata.

7. Vi recate all’ambasciata con i documenti e dopo pochi giorni riceverete il passaporto con il visto.

8. Potete comprare il biglietto di andata.

9. Una volta arrivati lo sponsor vi seguirà durante tutto il programma, richiedendo per esempio la compilazione di rapporti ogni tot mesi.

Vi raccomando HRC, oltre per il fatto che l’agenzia olandese (nel 2012 l’ufficio in Italia non era ancora stato aperto) è stata sempre super disponibile ed esauriente, perché dal primo mio contatto a fine gennaio 2012, sono passati solo 2 mesi e il 6 di marzo ero a New Orleans, con un contratto di lavoro e un visto per un anno.

Ho tralasciato alcuni passi burocratici, ma spero di aver reso l’idea o almeno fatto venire voglia di partire.

Soprattutto se siete giovani e avete voglia di mettervi in gioco, è un’esperienza unica, da non perdere.

Adesso come adesso ripartirei anche io.

Forse.

40 thoughts on “Come fare per lavorare un anno negli USA

  1. Ciao Alice ottimo post! Ti volevo chiedere: c’è un limite di età per richiedere il J1?
    Qualcuno tra i lettori o conosci tu qualcuno che ha ottenuto il visto a 39 anni o più?
    Grazie anticipatamente per la risposta.

    • Ciao Claudia, non credo ci sia un limite di età per il visto, ma i singoli sponsor possono porre un limite per i loro programmi. Considera inoltre che questo visto serve per acquisire esperienza lavorativa in un determinato campo e quindi sarebbe più difficile dimostrare all’ambasciata di essere ancora un “trainee” a quell’età.

  2. Ciao Alice,

    vorrei capire bene la questione della scelta sponsor. Come funziona? Dovrei scegliere io lo sponsor tra quelli elencati dal governo giusto? non è possibile sceglierlo al di fuori? Inoltre, sarà il governo a contattare lo sponsor per me?

  3. Ciao Alice!sono stata 6 mesi negli Stati Uniti con un visto J1. Ora vorrei fare domanda per un programma di studio ma purtroppo mi hanno applicato la regola dei 2 anni, dato che il mio programma era parzialmente sponsorizzato dallo Stato Italiano. Tu ne sai qualcosa? il mio primo dubbio è se questo si applica anche ad un altro visto J1 o solo ai visti lavorativi e il secondo è, che tu sappia, è difficile richiedere un waiver?vorrei solo capire se a questo punto conviene mettersi il cuore in pace e aspettare 2 anni…
    Grazie

    Rox

    • Ciao Rossana, la regola dei 2 anni si applica solo in alcuni casi (non nel mio, per lo meno, come risultava sul passaporto) quindi non saprei.. Magari prova a chiedere ad un’eventuale agenzia per un altro J1, loro dovrebbero saperti rispondere.

  4. Ciao Alice,
    a breve dovrei inziare uno stage con una fondazione in California che si è detta disponibile a sponsorizzare il mio visto. Ora stiamo facendo domanda per il J1 perchè l’H2B non era disponibile. Ci stiamo appoggiando all’ International Institute of Education e non ho ben chiara una cosa: se loro si sono dimostrati disponibili a sponsorizzare il mio visto e non mi hanno mai chiesto soldi fino ad ora, pagheranno loro la tassa iniziale di 1500 USD? E’ possibile che questo avvenga?

    Serena

    • Ciao Serena, ti consiglio di contattarli e domandarlo esplicitamente perche, nel mio caso, ero io a pagare la mia parte di visto. Nel J1 c’è sempre uno sponsor (con eventuale agenzia locale) e un datore di lavoro; credo che il datore paghi sempre qualcosa per avviare le pratiche, ma comunque tu devi sborsare qualcosa per fare domanda del visto e i costi sono ben chiari sul sito del governo americano. Meglio chiedere direttamente ed evitare sorprese!

  5. Ciao Alice.
    Sto esplorando qualsiasi informazione in rete per avere informazioni su come potermi spostare negli USA per un’esperienza di lavoro. Non mi é molto chiaro il passaggio ricerca sponsor ricerca agenzia.
    Lo sponsor nel tuo caso era HRC? E l’agenzia? Come sei risalita all’agenzia?
    Io sto cercando nel settore comunicazione/traduzione/insegnamento.
    Sai darmi un consiglio?
    Ti ringrazio molto!

  6. Ciao Alice,
    ti ringrazio, credo a nome di molti, per esser stata così gentile ed esaustiva nell’illustrare sul come adoperarsi per intraprendere questa esperienza. Ti ho conosciuto ora e spero potrò leggere un pò della tua avventura in USA!!
    Mi sono imbattuto in HRC qualche settimana fa per la prima volta e adesso sono in procinto di fare il primo colloquio Skype. Nel frattempo mi hanno inviato una brochure abbastanza dettagliata e a conti fatti il costo totale che dovrei sopportare è più o meno lo stesso che hai sostenuto tu. Non è una cifra da poco e quindi mi permetto di farti una domanda, richiamando questa tua affermazione: “Facendo un calcolo approssimativo, considerando che una volta negli States il vostro stipendio sarà lo stesso che quello di un americano nella stessa posizione, potrete ripagarvi le spese dopo 6 mesi.”. Non vorrei aver capito male, ma mi stai dicendo che in 6 mesi, al netto delle spese locali da sopportare, sei riuscita a ripagare il tuo investimento di 3400€? Avrei giurato che questi stage siano pagati non più di 1000$ al mese (che so di esser già pochini per vivere in USA, figuriamoci per ripagare quella somma!). Se puoi, gentilmente, rendermi più chiaro questo passo (ti chiederei anche quanto sei stata pagata lì al mese, sempre che non risulti scortese!)
    Grazie ancora :)))

    • Ciao Mauro! Purtroppo ho iniziato a scrivere il blog dopo essere tornata dagli USA, quindi troverai pochissimi post sulla vita a New Orleans. Quando dico che in 6 mesi ti riesci a ripagare l’investimento, voglio dire che arrivi al cosidetto break even point. Da quel punto in poi, è tutto di guadagnato. Considera che, in realtà, io prendevo circa 800$ ogni 2 settimane (12$-14$ all’ora) e New Orleans non è una città costosa (pagavo 400$ di affitto per una camera in una casa di 3 stanze) rispetto, per esempio, a New York o San Francisco: se ti offrono di meno, non accettare, faresti davvero fatica. Quindi: per i primi 6 mesi, dai 1600$ (a volte di più con qualche mancia) ci togli l’affitto, bollette e spesa, e con quello che rimane ci pagavo il programma. Considera che io sono anche abbastanza bravina a risparmiare e sono sempre arrivata a fine mese con soldi da parte, mentre alcuni miei compagni di lavoro non ce la facevano (diciamo che io non uscivo tutte le sere a bere e mangiare fuori, ma mi concedevo comunque cinema e serate in bar o ristoranti). In bocca al lupo!!

  7. Ciao Alice,
    ho letto con attenzione la tua esperienza in cerca di qualche risposta a quanto si sta profilando per me e mio marito. Lui verrà assunto come ricercatore post doc presso un centro di ricerca in US (Missouri) e io lo seguirò. Essendo sposati non ci preoccupa molto la storia dei visti… Mi hanno detto che dovremmo entrare come J1 e J2.
    La questione da risolvere è quella che riguarda il mio parto visto che sono incinta di quasi 5 mesi ed è probabile che resteremo oltreoceano per il lieto evento. Secondo te è possibile partorire in US senza doversi spennare come ho letto in tanti articoli? Sò che esistono anche in America ospedali pubblici, ma ho anche letto che l’assicurazione sanitaria per i non residenti non copre la gravidanza se già iniziata. Ne sai qualcosa? Grazie!

    • Ciao Sara, purtroppo non ho informazioni per quanto riguarda la gravidanza negli USA. Io ero coperta dall’assicurazione che pagavo ogni mese a HRC, ma non mi sono mai letta nel dettaglio cosa comprendeva e cosa no. So solo che la persona con J2 non ha gli stessi diritti di quella con J1, ad esempio non può lavorare (le cose potrebbero essere cambiate). Prova a contattare italiane che vivono lì, alcune le trovi sul sito Donne che emigrano all’estero (http://donnecheemigranoallestero.com/usa/), magari loro possono aiutarti. In bocca al lupo per questa nuova avventura!

  8. Ciao Chiara,
    Ti ringrazio di aver scritto questa tua esperienza. Volevo chiederti un informazione, io ho trovato una parsona che mi da pa possibilità di andare a fare questa esperienza nel campo ristorativo. Ho 5 anni di esperienza nel settore e senza una laurea quindi diciamo che ho la possibilità di poterlo fare ma quello che non so è se l’agenzia dovrà controllare i miei anni di esperienza.. Cioè dovrei avvisare i miei ex datori di lavoro di un probabile controllo? Più che altro perché alcuni anni sfortunatamente non ho avuto contratti lavorativi..
    Grazie e spero di ricevere una tua risposta presto

  9. Ciao Chiara,
    Mi è piaciuto molto quello che hai scritto, io ho trovato qualcuno che mi da la possibilità di poter lavorare in un ristorante e quindi mi sono inscritto ad una agenzia per il visto., ora quello che vorrei chiederti è che io ho 5 anni di esperienza nel campo ma non so se l’agenzia farà dei controllo per vedere se ho davvero lavorato e se li fa, devo avvisare i miei datori di lavoro di un eventuale chiamata dalla agenzia? Che controlli farebbero? Faccio queste domande perché comunque non ho avuto la possibilità di avere un contratto lavorativo in questi anni..
    Grazie mille.

    • Ciao Daniele, di solito lo sponsor e il sito dell’Ambasciata dovrebbe confermartelo: passaporto, DS-2019, DS-7002, ricevuta di pagamento della tassa consolare, ricevuta di pagamento della tassa SEVIS, fototessere, DS 156, DS 157, DS 158.

  10. Ciao Alice,
    ho trovato questo post molto interessante, tanto che seguendo il tuo esempio poco tempo fa ho contattato HRC. Nel giro di pochissimo sono riuscita ad ottenere una posizione a NYC per un anno e in teoria dovrei partire a Giugno. Tra i duemila dubbi che ho, mi chiedo: e se poi volessi restare negli USA (alta probabilità visto che ci ritorno per la terza volta)? Posto che dovrei chiedere un waiver della regola dei due anni..secondo te c’è qualche speranza di ottenere un’offerta di lavoro da visto HB1? La mia paura è di ritrovarmi a voler restare negli Stati Uniti, ma dover rientrare per forza. Ti è capitato di sapere di qualche caso del genere?
    Grazie mille!

    • Ciao Chiara! Per mia esperienza personale non è possibile rimanere se non con un altro visto J1 (e quindi pagare di nuovo un secondo programma per esempio con HRC). Alcuni miei compagni di programma avevano chiesto a HRC di rimanere ma non è stata data loro nessuna soluzione (però puoi sempre estendere il visto di altri 6 mesi, prima che finisca). L’unica cosa che ti consiglio è cercare opzioni direttamente dagli USA magari parlando con un consulente di immigrazione. In generale, però, la vedo molto dura, soprattutto nel settore del turismo dove raramente le grandi catene alberghiere (nonostante le dimensioni) sponsorizzano visti direttamente (nel J1 c’è sempre uno sponsor esterno). In bocca al lupo!

  11. Ciao,
    dovrei recarmi negli USA per un anno sabbatico presso un università americana.
    Avrei però necessità di tornare in Italia ogni 2-3 mesi per una settimana circa per continuare a seguire delle attività in Italia.
    Esiste un limite al numero di volte che posso viaggiare?
    Alcuni amici mi hanno parlato di timbri da inserire sul DS19 e sembra che ci sia un limite a due viaggi.
    Mi puo chiarire questo punto?
    Grazie

  12. Ciao Alice,
    sono un ragazzo di 23 anni e ho un diploma di liceo classico. In seguito ho conseguito un diploma di “Front Office Junior Manager” e ho fatto 3 stage in alberghi a 4 e 5 stelle di 6 mesi ciascuno. Avrei comunque la possibilità di ottenere il visto J1?
    Grazie,
    Alessio

    • Ciao Alessio,
      vista la tua esperienza lavorativa di 1 anno e mezzo (non 5, come richiesto dal visto) e la mancanza della laurea, non credo che ci siano i requisiti. Tuttavia, puoi sempre provare a contattare HRC e sentire se loro hanno altre proposte. In bocca al lupo!

  13. Ciao Alice, grazie per condividere con noi la tua esperienza.
    Mi interessa il visto J1 e sto prendendo in considerazione l’idea di sperimentare l’american dream. Dato che sono un Receptionist da ormai qualche anno (ho 30 anni) con diverse esperienze e titoli di studio, mi sentirei di avere le carte in regola per poter tentare una strada del genere. Gli stipendi nel settore turisitico come sono? In un anno di Visto quanti mesi hai lavorato?
    Cheers and thanks in advance 🙂

    • Ciao -FontaL-, direi che i requisiti ci sono! Purtroppo lo stipendio nel nostro settore è tra i più bassi (io allora prendevo 11$/ora, che per New Orleans erano sufficienti, ma per città come New York dovrebbero essere almeno il doppio, visto il costo di vita), ma almeno consola il fatto che come “intern” o “trainee” guadagniamo lo stesso che i nostri colleghi. Io ho lavorato tutti i 12 mesi, il visto è strettamente legato al datore di lavoro e si può rimanere 30 giorni in più negli USA, per viaggiare, prima o dopo il programma. In bocca al lupo!

  14. Ciao Alice, grazie mille sei stato molto chiara ed esaustiva. Ho solo una domanda da farti se io ho giá un datore di lavoro in america pronto ad assumermi per una esperienza temporanea di lavoro, deve comunque passare per lo sponsor o posso fare sbrigare le pratiche da solo assieme al mio futuro datore di lavoro?

    • Ciao Marco, dipende dal tipo di visto per cui opti. Se è un J1, ci vuole per forza uno sponsor; non serve magari avere un’associazione intermediaria (nel mio caso HRC intermedia per HTP negli USA), ma è lo sponsor che si occupa dei documenti, anche perché spesso il datore non ha molta esperienza di burocrazia con “immigrati” -io, ogni volta che avevo un dubbio o problema di visto, dovevo contattare lo sponsor, l’hotel non ne sapeva niente-. Se, però, il tuo datore si occupa di tutto, meglio ancora. Considera che i soldi pagati allo sponsor (nel mio caso, le 12 rate da 195€) includono una tassa amministrativa ma soprattutto l’assicurazione sanitaria, che altrimenti dovresti organizzarti da solo.

  15. Ciao Alice trovo molto interessanti i tuoi post! volevo chiederti solo un informazione. Siccome io ho il grande sogno di andare a vivere negli USA per almeno un anno, anche io mi sono rivolto ad HRC (italy). C ‘e’ da fidarsi? sono sempre un po scettico e sei la prima che trovo che ha utilizzato questo programma! grazie Rob

    • Ciao Rob! Anche io all’inizio ero un po’ scettica con la prima agenzia che avevo trovato a Bologna. Poi, invece, sono stati proprio i responsabili risorse umane di un hotel in USA (della catena Starwood) a consigliarmi HRC per il programma. La cosa che mi ha rassicurato è stata il fatto che non avrei pagato niente fino a quando non avessi avuto un “contratto” di lavoro in mano e il visto. Allora HRC non aveva ancora aperto in Italia, per quello io mi sono rivolta alla sede olandese. Con loro mi sono trovata benissimo, sempre molto chiari nei procedimenti e velocissimi. Quindi, sull’affidabilità, ti posso rassicurare sul nome HRC, ma io ho fatto tutto con la sede centrale (dove sicuramente lavora più personale che nella sede italiana). Magari puoi sentire loro prima, tanto tutto si fa via email e Skype! In bocca al lupo!

    • Ciao Debby, hai ragione, quello della permanenza dei due anni in Italia era uno dei requisiti, ma poi al consolato mi hanno detto che non era obbligatorio avere residenza fissa in Italia per i due anni successivi (io mica sapevo cosa avrei fatto dopo il programma). Alla fine del programma devi per forza lasciare gli USA, ma puoi tornare con un altro visto J1 o altra tipologia di visto. Credo, però, che tutti i documenti per il visto li devi richiedere dall’Italia.

  16. Pingback: Tanti viaggi, tanti valigie – parte 4 | Le Avventure di Alice

    • Mi fa piacere sapere di aver scritto qualcosa di utile, almeno ogni tanto, a parte le solite riflessioni e avventure in giro per il mondo. grazie! ah, l’età era solo indicativa, non esclude nessuno, la mia è solo un’ipotesi 😉 buona lettura

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